I gestori di telefonia e le aziende che hanno in mano la Pay tv hanno ignorato lo stop imposto da AgCom, riguardo le rimodulazioni contrattuali dei piani tariffari che passeranno…

Rimodulazioni contrattuali e lo stop di AgCom

Rimodulazioni contrattuali e lo stop di AgCom

I gestori di telefonia e le aziende che hanno in mano la Pay tv hanno ignorato lo stop imposto da AgCom, riguardo le rimodulazioni contrattuali dei piani tariffari che passeranno da un canone mensile ad un canone di 28 giorni.

Saranno 4 le settimane che andranno a rappresentare il canone mensile di una piano tariffario, una situazione che non è stata vista di buon occhio né dai consumatori né da AgCom. L’autorità Garante per la tutela e i diritti dei consumatori si è opposta fermamente alla fatturazione mensile a 28 giorni. In quanto questa modalità comporterebbe il pagamento di ben 13 bollette all’anno, invece, che di 12 (una al mese).

La rimodulazione è una decisione molto conveniente per i gestori dei servizi e molto meno conveniente per i consumatori che si trovano a dover pagare un mese di canone in più durante l’anno.

AgCom ha attualmente imposto di tornare alla tariffazione mensile per quanto riguarda i piani tariffari relativi alla telefonia fissa e anche per internet. Si sta decidendo anche per la pay tv, l’autorità, infatti, sta pensando di bloccare anche il passaggio a quattro settimane per quanto riguarda il canone mensile imposto da Sky ai propri clienti. Dal primo ottobre, infatti, anche la pay tv Sky trasformerà il suo canone mensile da 30 giorni a 28 giorni. E anche in questo caso saranno 13 le mensilità da pagare durante l’arco di un anno.

Se dovesse succedere che a vincere siano proprio i gestori telefonici, allora potrebbero scattare delle importanti sanzioni nei confronti dei gestori.

Un mese in più di canone all’anno porterà i gestori telefonici ad arricchirsi. Rincari che saranno molto negativi per le tasche dei diversi consumatori che saranno costretti a pagare un mese di canone in più all’anno.

Lo scorso marzo, la stessa AgCom aveva vietato ai gestori di passare il canone mensile da 30 a 28 giorni. La delibera inviata dall’AgCom però non ha avuto alcun successo, portando i gestori ad ignorarla e ad effettuare il cambiamento.

AgCom aveva, inoltre, invitato i diversi gestori telefonici, anche di essere maggiormente trasparenti nei confronti dei propri utenti e di presentare anche all’autorità i propri piani tariffari proposti ai clienti.

Ignorare la delibera per gli operatori potrebbe significare pagare delle sanzioni di qualche milione di euro.

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