Le tariffe dei cellulari hanno raggiunto, in questi ultimi anni, minimi storici. La guerra dei prezzi nel mercato della telefonia dovrebbe essere finita. “In termini di benefici per i consumatori,…

Wind più 3 uguale stesse tariffe

Wind più 3 uguale stesse tariffe

Le tariffe dei cellulari hanno raggiunto, in questi ultimi anni, minimi storici. La guerra dei prezzi nel mercato della telefonia dovrebbe essere finita.
“In termini di benefici per i consumatori, infatti, il settore ha già dato uno straordinario, e talvolta perfino irrazionale, contributo competitivo misurato con la riduzione dei prezzi” afferma Carlo Alberto Carnevale Maffè, docente di strategia aziendale all’Università Bocconi, sottolineando che “i servizi di telefonia hanno visto una riduzione di prezzi più elevata che in ogni altro settore: in dieci anni (2004-2014) sono diminuiti del 15,8%“.

Quindi dalla fusione tra la Wind e 3 Italia non ci sarà nessuna novità, in termini di tariffe. Ciò che migliorerà saranno sicuramente i servizi ed i prodotti offerti dal nuovo operatore, come la qualità della rete che sarà uno dei punti di forza del nuovo operatore.

L’operazione si inserisce in un quadro generale europeo, dove si sta assistendo a fenomeni di concentrazione, fusioni ed acquisizioni, in tutto il settore delle telecomunicazioni con il fine della sostenibilità del mercato ma anche come strumento per aumentare il ruolo politico-economico delle telecomunicazioni europee nel panorama internazionale. Uno scenario complesso che però va analizzato nel dettaglio.

A questo proposito l’Unione Nazionale Consumatori domanderà chiarimenti all’Antitrust: “Si tratta di una operazione che, oggettivamente, riduce il numero degli operatori in competizione e restringe, di conseguenza, la concorrenza. Per questo chiediamo sia all’Antitrust italiano che a quello europeo di verificare se queste nozze determinano la costituzione di una posizione dominante, restrittiva del mercato ed, in tal caso, di bloccare l’operazione o di autorizzarla ponendo condizioni a tutela dei consumatori“, dice il segretario Massimiliano Dona.

Ma cosa guadagnano i due operatori minori del mercato Italiano dalla loro fusione?
Il gruppo di Honk Kong,
CK Hutchinson, proprietaria di 3 Italia, che ha il 10% del mercato italiano, porta in dote 200 milioni di euro all’accordo, mentre la Wind, con una quota di mercato del 22,3%, ha invece debiti per 10,1 miliardi, ma un utile operativo in crescita. È proprio questo il centro dell’accordo: 3 Italia accetta i problemi finanziari della controparte per guadagnare visibilità sul mercato ed uscire dalla sua situazione di nicchia. Mentre la Wind ottiene la liquidità necessaria ad affrontare il passivo lasciato dal precedente proprietario dell’azienda.

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