In questa era di massima tecnologia è sempre più difficile proteggere la propria privacy. I nostri dispositivi lanciano continuamente ricerche di rete, che possono essere ingannati da un access point,…

Violate le norme per la Privacy: telefonate e smartphone a rischio

Violate le norme per la Privacy: telefonate e smartphone a rischio

In questa era di massima tecnologia è sempre più difficile proteggere la propria privacy. I nostri dispositivi lanciano continuamente ricerche di rete, che possono essere ingannati da un access point, collegato in wi fi, che riesce a collegarsi senza problemi al dispositivo.

Questo apparecchio si chiama Karma Attack, è raccoglie informazioni necessarie per l’Intelligence, e controllare chi si trova in eventi pubblici con incroci di dati dei diversi dispositivi connessi in wi-fi. L’access point, inoltre, può far finta di essere una rete, con la quale ci si collega solitamente. In questo caso il dispositivo la riconosce e si collega automaticamente, venendo in questo modo intercettato.

Questo è quello che accade sul traffico in chiaro, ma è possibile che l’access point intervenga anche sul traffico cifrato, come avviene per Facebook e Google, copiando le credenziali di accesso, che l’utente digita ignaro. L’attacco può essere effettuato anche tramite Dns Spoofing, con il quale l’utente viene reindirizzato su un sito diverso da quello in cui dovrebbe andare, oppure tramite Mitm (Man in the Middle) intercettando il traffico utente-server.

È ancora attivo il confronto tra Fbi e Apple, riguardo la questione di sbloccare gli iPhone per fini investigativi, evitando così che le forze dell’ordine rimangano fuori dalla tecnologia digitale. Anche se negli ultimi anni si sono sviluppati software e aziende in grado di rafforzare  livelli di crittografia, nonostante ciò ancora smartphone  e pc presentano livelli alti di privacy.

Ma i dispositivi mobili possono essere attaccati su più livelli, senza che ci siano le forze dell’ordine di mezzo, ma attraverso specifiche reti wi-fi e ripetitori finti, che è possibile acquistare online anche a pochi dollari. Questi apparecchi si fingono dei finti ripetitori che lanciano il segnale degli operatori telefonici. Si tratta degli Imsi Catcher utilizzati per registrare, monitorare e localizzare ogni tipo di dispositivo mobile presente in quel raggio d’azione. Sono apparecchi utilizzati anche dalla polizia e dall’Intelligence di tutto il mondo e sono usati anche in Italia, in occasione di raduni di vario tipo. Questo dispositivo funziona attraverso i codici Imsi e Imei degli apparecchi che riesce a captare. Il codice Imsi serve ad identificare l’operatore telefonico della sim, mentre il codice Imei identifica l’apparecchio telefonico.

È possibile anche essere intercettati attraverso app e cloud o attraverso le tradizionali chiamate vocali.

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