È stata confermata la multa a Telecom da parte del Tar. La multa ha un valore economico molto alto, 21,5 milioni di euro. Lo scorso dicembre l’Antitrust aveva multato Telecom…

Telecom, confermata multa dal Tar

Telecom, confermata multa dal Tar

È stata confermata la multa a Telecom da parte del Tar. La multa ha un valore economico molto alto, 21,5 milioni di euro.

Lo scorso dicembre l’Antitrust aveva multato Telecom e altri gestori telefonici per un valore complessivo di 28 milioni di euro. Le multe sono scattate in seguito all’accusa dell’intesa restrittiva della concorrenza per la gestione delle offerte telefoniche e di altre condizioni.

La multa più pesante è quella inflitta a Telecom di 21,5 miliardi, le altre società ad essere coinvolte sono state Alpitel con una  multa da 133 mila euro, Ceit Impianti con una sanzione da 782 mila euro, Sielte con 2 milioni di sanzione, Sirti con una multa da quasi 2 milioni di euro, Site multata per il valore di 1 milione di euro e Veltellina sanzionata con una multa dal valore di 339 mila euro.

Il valore delle multe sopraelencate deriva da una serie di sentenze di cui gli stessi ricorsi (avanzati dalle società) erano stati respinti ed è stata confermata la decisione dell’Autority per la concorrenza da parte del Tar del Lazio.

Tale manovra sanzionatoria è stata avanzata in seguito alle accuse di coordinamento delle offerte economiche e di altre condizioni contrattuali, durante le procedure della selezione dei fornitori, tali procedure predisposte da Wind e Fastweb tra luglio 2012 e febbraio 2013. Tali servizi sono relativi alle informazioni relative alla diffusione del sevizio di manutenzione. Questa attività è indispensabile per ripristinare il servizio in caso di guasti e in caso di malfunzionamento della rete stessa. La stessa Telecom consente, per tale servizio, l’accesso da altri operatori telefonici.

In queste condizioni generali il Garante per la comunicazione pone le basi per regolamentare la rete internet ultra veloce, in quanto se questa verrà finanziata da fondi pubblici (parziali o totali) allora le altre società potranno farne uso e noleggiare, di conseguenza, i cavi necessari per la connessione internet. Alla base delle procedure di noleggio, deve risiedere una distribuzione equa e non discriminatoria delle infrastrutture. In modo tale che nessuna delle società di telecomunicazione possa essere penalizzata rispetto alle altre. Il programma della fibra ultra larga appartiene a una strategia approvata da Renzi nel 2015, che ha come obiettivo quello di portare l’Italia a raggiungere una copertura totale entro il 2020.

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