L’Agcom diffida TIM e Wind perché i due operatori hanno attivato senza il consenso degli utenti piani tariffari flat per il traffico in roaming. I due operatori hanno tempo fino…

Roaming: TIM e Wind diffidate da Agcom

Roaming: TIM e Wind diffidate da Agcom

L’Agcom diffida TIM e Wind perché i due operatori hanno attivato senza il consenso degli utenti piani tariffari flat per il traffico in roaming. I due operatori hanno tempo fino al 30 giugno per adeguare le proprie tariffe.

Tim e Wind non si sono regolate al nuovo provvedimento UE per il roaming, che prevede un tetto massimo di consumo, e adesso chiamare all’estero con questi due operatori costa ancora più di prima.

L’Agcom quasi subito si è scagliata contro TIM e Wind, grazie alle miriadi di segnalazioni arrivate dai clienti, che in viaggio, hanno scoperto cosa i due operatori avevano riservato per loro. Ovvero dei piani tariffari mai richiesti ma attivati automaticamente e impossibili da disattivare.

TIM è accusata di aver attivato agli utenti la promozione Europa Dayly Basic, che al primo servizio roaming scala 3 euro al giorno per 100 minuti, 100 sms e 3 euro al giorno per la connessione dati. Dunque con Tim anche se si fa una chiamata o ci si effettua un’unica connessione si paga 3 euro. Questa sotto ogni aspetto è da considerarsi una pratica commerciale scorretta che non presenta l’alternativa tariffaria a cosumo.

La nuova promozione Wind flat per il roaming prende il nome di Offerta per la nuova regolamentazione valida in Unione Europea. L’offerta ha un costo di 2 euro al giorno e mette a disposizione dell’utente 15 minuti di chiamate in entrata, 15 minuti di chiamate in uscita, 15 sms e 50 mb di connessione dati. Tutto il traffico può essere utilizzato entro 24 ore. Anche in questo caso l’offerta si attiva al primo utilizzo. Ma a dispetto di TIM, la Wind consente ai propri operatori di poter disattivare il piano tariffario. Una volta disattivata l’Offerta per la nuova regolamentazione valida in Unione Europea, viene attivata la tariffa a consumo.

Alla luce di ciò l’Agcom ha accusato sia TIM che Wind di aver peccato di chiarezza e di trasparenza nei confronti dei propri clienti. I gestori telefonici non devono superare le tariffe telefoniche stabilite come tetto massimo dall’UE, che prevedono di non superare: 19 centesimi al minuto per le chiamate in uscita; 1,14 centesimi per ogni minuto di chiamate in entrata; 6 centesimi per ogni sms e 20 centesimi per ogni mb di navigazione (IVA esclusa).

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