Il cambio operatore è a pagamento? Questa è una domanda che sempre più spesso i consumatori si pongono e per la quale ottengono altrettanto spesso una serie di risposte contraddittorie….

Passaggio ad un altro operatore, nessun costo extra

Passaggio ad un altro operatore, nessun costo extra

Il cambio operatore è a pagamento?

Questa è una domanda che sempre più spesso i consumatori si pongono e per la quale ottengono altrettanto spesso una serie di risposte contraddittorie.

Ma finalmente è stata istituita la sentenza 2707/2016 da parte del Tribunale di Taranto, nella quale si stabilisce in via definitiva che il cambio operatore è una pratica che non comporta alcun costo aggiuntivo e avviene in via del tutto gratuita.

Tale sentenza nasce dalla causa nella quale l’operatore di telefonia mobile Wind è stato costretto a restituire al proprio cliente la somma che gli era stata addebitata durante il cambio operatore. Una pratica scorretta quella di Wind, in quanto il cambio operatore non deve apportare alcun costo da parte del cliente.

In quanto secondo l’art. 1 della L. 40/2007 si puntualizza che si può recedere in qualsiasi momento dai contratti stipulati con gli operatori di telefonia e di conseguenza si può trasferire la propria utenza presso un altro operatore telefonico senza spese aggiuntive. L’ obiettivo della normativa è quello di dare libera concorrenza in ambito della telefonia mobile ed evitare costi extra al consumatore.

La procedura di portabilità è vista allo stesso modo della recessione anticipata di un contratto verso il proprio operatore di telefonia. Motivo per cui deve essere attuata la stessa gratuità senza alcun vincolo di spesse extra.

Nel caso specifico di Wind, l’operatore aveva addebitato all’ex cliente il costo relativo le spese della gestione manuale del servizio da parte del personale addetto alla risoluzione della pratica. Ma tale condizioni per essere valide devono essere state scritta nel contratto e dovevano essere presenti al momento della sua sottoscrizione, proprio come prevede l’ art. 1341. Altrimenti non saranno valide e sarà considerata scorretta la manovra commessa dall’operatore.

Per chiunque abbia dovuto far fronte a dei costi extra nel caso del passaggio da un operatore all’altro, può fare inoltrare un apposito reclamo in modo tale da riuscire ad ottenere un rimborso. Nel caso non ottenga una risposta da parte dell’operatore, il consumatore avrà anche diritto ad un indennizzo.

Secondo quanto stabilito dall’art. 11 della Delibera AgCom che prevede che in caso di mancata risposta dell’operatore (in seguito al primo reclamo), lo stesso operatore è tenuto a corrispondere al cliente un indennizzo che avrà il valore di 1 euro per ogni giorno di ritardo nel pagamento  (fino ad un massimo di 300 euro).

 

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