I ricercatori della Brown University hanno sperimentato metodi innovativi per il trasferimento dati via wi-fi. Fino ad oggi il problema della Wi-Fi Alliance era quello di evitare la saturazione della…

Nuove prospettive per le reti wi-fi

Nuove prospettive per le reti wi-fi

I ricercatori della Brown University hanno sperimentato metodi innovativi per il trasferimento dati via wi-fi. Fino ad oggi il problema della Wi-Fi Alliance era quello di evitare la saturazione della banda da 2,4 GH attraverso l’utilizzo della banda da 5 GH, certamente più capiente.
L’idea degli scienziati statunitensi è, invece, quella di sfruttare i principi del multiplexing ad onde elettromagnetiche con frequenze nell’ordine dei terahertz.
La banda di trasmissione ne risulterebbe immediatamente ampliata. Per fare un esempio, la velocità di connessione sperimentata dai ricercatori della Brown è arrivata a superare di cento volte la velocità di navigazione ordinaria.
Fino ad oggi le bande di comunicazione che sono state utilizzate si basano su onde con frequenza variabile dai centinaia di megahertz fino ai gigahertz ma la crescente domanda di connettività sta pian piano saturando i canali di trasmissione disponibili.
Per questo si è cercato di ampliare la banda ricorrendo alla frequenza dei terahertz ma la questione diventa più complicata quando si cerca di conciliare la trasmissione dati via multiplexing con la frequenza anzidetta.
Infatti, attraverso il multiplexing, è possibile far passare molteplici flussi di dati attraverso un solo segnale comunicativo ed un solo mezzo fisico. Il problema è che tale tecnologia non è stata mai sperimentata con i terahertz.
Se, infatti, nell’ambito delle comunicazioni televisive il multiplexing è già molto sviluppato ed analogo discorso può essere fatto con riguardo alle reti wi-fi basate sui gigahertz, le cose si mettono diversamente con le alte frequenze dei terahertz.
In questo caso, infatti,  le creste delle onde elettromagnetiche sono molto vicine tra loro e tendono a sfiorarsi e ciò comprometterebbe la qualità del segnale recepito.
I ricercatori della Brown hanno ritenuto risolvibile il problema grazie ad una particolare antenna costituita da due piastre di metallo sopra le quali applicare dei piccoli fori che consentono il disperdersi delle radiazioni.
Tutto dipenderà dalla distanza delle due lastre di metallo e dalla inclinazione delle onde elettromagnetiche. Gestendo questi due parametri sarà possibile, secondo questi scienziati, assicurare la trasmissione dati su dieci canali coesistenti ma tutti provenienti da sorgenti indipendenti. Non soltanto una rete più grande, quindi, ma una velocità aumentata è ciò che ci aspetta in futuro.

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