A 30 anni di distanza dalla prima connessione internet in Italia è un modo affascinante poter ripercorrere le tappe fondamentali che hanno portato l’Italia a entrare a far parte della…

Nascita di una STELLA, la prima rete europea di trasmissione dati via satellite

Nascita di una STELLA, la prima rete europea di trasmissione dati via satellite

A 30 anni di distanza dalla prima connessione internet in Italia è un modo affascinante poter ripercorrere le tappe fondamentali che hanno portato l’Italia a entrare a far parte della rete europea.

Era il 1979 quando è nato il progetto STELLA (Satellite Transmission Experiment Linking LAboratories), la prima rete europea di trasmissione dati via satellite, che avrebbe presto cambiato il mondo della trasmissione dati in Italia e in tutta Europa.

Un’Europa ancora profondamente divisa tra Est e Ovest e dove si sentiva l’esigenza di collegare il CERN di Ginevra, con gli altri centri europei, un collegamento che consentisse di trasferire in modo veloce qualsiasi tipo di dati, così da creare una rete di connessioni in tempo reale.

È stata proprio questa esigenza a far si che si abbandonassero le tradizionali autovetture per trasferire i dati, e finalmente fare uso del satellite OTS (Orbital Test Satellite). Un servizio sperimentale che consentiva il trasferimento di dadi alla velocità di 1 Megabit al secondo.

I primi ad aderire a questa sperimentazione rivoluzionaria sono stati il CERN e i quattro maggiori istituti europei di fisica delle alte energie: l’ INFN (a Pisa e a Bari) in Italia, Rutherford Lab in Inghilterra, Saclay in Francia e Desy, presso l’allora Repubblica Federale di Germania.

STELLA-I era il nome della prima fase del progetto, che prevedeva il trasferimento punto a punto tra il CERN ed uno dei quattro centri europei sopraindicati (in questa fase specifica l’INFN).

Mentre il CNUCE aveva il compito di progettare l’hardware e implementare il software della stazione di terra, che comprendeva il sistema di accesso al canale satellitario. L’antenna di 3m di diametro, è stata fornita da Telespazio e la stazione di terra, composta da un Link Driving Computer (LDC), un Communication Interface Module (CIM), un convolutional encoder/Viterbi decoder, un modem, ed un Radio Frequency front-end, mentre la trasmissione avveniva in banda Ku (12-14 GHz).

Il CIM a questo punto del progetto aveva il compito di fornire segnali standard CCITT al modem, che conteneva un microprocessore Motorola M6800 e una innumerevole serie di chip per diverse funzioni specialistiche, ciò consentiva una serie di operazioni sui dati ricevuti. Il nodo Italiano diventò operativo il 30 aprile del 1986.

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