Il presidente dell’Autorità, Angelo Marcello Cardani, ha chiesto la rimozione delle penali applicate dai vari operatori ai clienti nel caso in cui questi decidano di chiudere il contratto telefonico prima…

Mercato libero, l’Agcom chiede di più

Mercato libero, l’Agcom chiede di più

Il presidente dell’Autorità, Angelo Marcello Cardani, ha chiesto la rimozione delle penali applicate dai vari operatori ai clienti nel caso in cui questi decidano di chiudere il contratto telefonico prima della scadenza.
Nel 2007, in realtà, la Legge Bersani aveva liberalizzato il mercato della telefonia.
Tuttavia, i gestori hanno trovato una soluzione per evitare la migrazione continua dei clienti verso altri operatori.
Questo si è tradotto in una clausola del contratto telefonico, che prevede un costo extra per il cliente che disdice l’abbonamento prima dei 24 mesi dalla data di sottoscrizione.
In realtà, l’articolo 1 della legge del 1997 proibiva agli operatori di telefonia, di reti televisive e di comunicazioni elettroniche di imporre ai clienti “vincoli temporali” sulla durata del contratto e, in caso di recesso, di addebitare loro “spese non giustificate da costi“.
Insomma, impediva loro di fare quanto hanno poi fatto e continuano a fare.
Dall’altro lato però una nuova norma sta mettendo a repentaglio le tutele dei consumatori.
Ciò è dovuto ad alcuni nuovi commi che, in caso di approvazione, andrebbero ad eliminare il divieto di vincoli e l’obbligo della gratuità del cambio.  
Quindi, “Il contratto stipulato con operatori di telefonia e di reti televisive e di comunicazione elettronica, ove comprensivo di offerte promozionali non può avere durata superiore a ventiquattro mesi“.
La conseguenza di ciò è che se il disegno di legge otterrà il consenso, l’operatore sarò legittimato a tenere vincolato l’utente per 24 mesi. Inoltre, al comma 3 viene aggiunta una frase: “Comunque, l’eventuale penale deve essere equa e proporzionata al valore del contratto e alla durata residua della promozione offerta”.
Questo consente l’applicazione della penale e rappresenta una marcia indietro rispetto a quanto sancito dalla legge del 2007.  
La conseguenza è che l’utente dovrà di nuovo sommare al costo del nuovo contratto alla penale, in caso di cambio anticipato del gestore telefonico.
Tutto ciò rappresenta una contraddizione rispetto alle finalità indicate dal testo di legge: “rimuovere ostacoli regolatori all’apertura dei mercati, promuovere lo sviluppo della concorrenza e garantire la tutela dei consumatori, anche in applicazione dei princìpi del diritto dell’Unione europea in materia di libera circolazione, concorrenza e apertura dei mercati”.

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