Torna in Parlamento il Ddl sulla concorrenza nel settore della telecomunicazione, per ottenere l’approvazione finale. Il ritorno avviene dopo 18 mesi, che il testo era stato inviato alla Camere e…

Le norme sulla concorrenza nel settore delle telecomunicazioni

Le norme sulla concorrenza nel settore delle telecomunicazioni

Torna in Parlamento il Ddl sulla concorrenza nel settore della telecomunicazione, per ottenere l’approvazione finale.

Il ritorno avviene dopo 18 mesi, che il testo era stato inviato alla Camere e lo scorso ottobre aveva ricevuto il primo ok. Ma ancora deve essere discusso in Senato e ricevere il via libera definitivo.

Il decreto prevede alcune norme che sanciscono la tutela del consumatore, come quanto avviene nell’articolo 18, nel quale si attua l’eliminazione di qualsiasi vincolo per il cambio dell’operatore sia per i servizi di telefonia, che per quelli della rete televisiva. Tutte le spese che sono una conseguenza del recesso dal contratto dovranno essere commisurate al valore del contratto stesso e devono essere comunicati all’Agcom. Le modalità di recesso saranno comunque semplici e analoghe alle modalità di attivazione.

Per ogni contratto sarà prevista una durata limite, nel caso dei contratti promozionali questa non potrà essere superiore a 24 mesi dalla stipulazione. Gli addebiti dovranno essere comunicati all’utente precedentemente.

Nell’articolo 19, invece, ci si occupa di un registro alternativo per servizi come WhatsApp. In questo caso verrà istituito un Registro dei soggetti che utilizzano indirettamente risorse nazionali di telecomunicazione, stipulato dal Ministero dello sviluppo economico. Nel registro saranno inseriti tutti i soggetti diversi dagli operatori telefonici, in modo tale che servizi come WhatsApp e Viber, che sfruttano le risorse nazionali di numerazione telefonica, ne sostengano i medesimi obblighi.

Con il nuovo Ddl saranno ulteriormente snellite le procedure di portabilità del numero attraverso l’utilizzo del Sistema Pubblico dell’Identità Digitale (SPID), così che tutto possa avvenire attraverso l’identificazione indiretta del cliente e per via telematica.

Anche i pagamenti digitali subiscono una semplificazione delle procedure attraverso il pagamento in mobilità, bigliettazione elettronica e addebito diretto sul conto telefonico.

Sarà, inoltre ampliato al cartaceo il Registro delle opposizioni. Cioè il registro relativo ai numeri che si oppongono nel ricevere telefonante a scopo pubblicitario e promozionale. Tale divieto verrà esteso anche per quanto concerne la ricezione di posta cartacea con scopi commerciali e di vendita. Il Registro delle opposizioni comprenderà non solo il numero delle utenze degli abbonati ma anche gli indirizzi postali, e rimangono escluse a tale registro sia le utenze telefoniche fisse che mobili non presenti nell’elenco.

Per quanto riguarda le numerazioni non geografiche sarà stabilita una tariffazione che avrà inizio con lo scatto alla risposta.

 

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