La fusione tra la Wind e la 3 Italia orami è realtà, ma è ancora presto per parlare del nome del marchio commerciale (o dei marchi). L’unione tra i due…

Fusione Wind-3, cinque cose da sapere

Fusione Wind-3, cinque cose da sapere

La fusione tra la Wind e la 3 Italia orami è realtà, ma è ancora presto per parlare del nome del marchio commerciale (o dei marchi). L’unione tra i due colossi della telefonia ha da dato il via alla nascita di uno dei più grandi operatori della telefonia mobile nel nostro Paese ed il quarto in Europa.
Ma l’aspetto più importante da evidenziare, però, non sono i vantaggi che arriveranno per entrambi ma i benefici che investiranno tutto il sistema delle comunicazioni italiane ed in primis i consumatori.
Naturalmente non sarà questo un processo immediato. Ci vorranno circa dodici mesi perché Wind-H3G sia realtà. Ibarra, al Meeting di Rimini ha detto: «
l’operazione è nella fase di richiesta di autorizzazione alle Autorità europee e nazionali, e ci aspettiamo che una autorizzazione possa arrivare nell’ambito dei prossimi dodici mesi».

Come già detto in precedenza CK Hutchison e VimpelCom deterranno indirettamente ciascuno il 50% delle azioni della joint venture attraverso, come riporta la rivista Panorama, l’holding di controllo congiunta, JV Holdco, che possiederà direttamente 3 Italia e Wind.
La nuova società, quella post-fusione, avrà due sedi, una a Milano e una a Roma ed avrà una struttura chiara e funzionale adatta ad un forte management, sostenuto da un board composto da sei membri, tre nominati da ciascuna controllante. Il presidente del consiglio di amministrazione ruoterà tra le due società madri ogni 18 mesi e avrà un voto decisivo su alcune questioni fondamentali di business.

Cosa cambia per gli utenti. Il nuovo operatore avrà una rete più grande, una rete distributiva più capillare e migliori sistemi di information technology. Crescerà la qualità della rete ed accelererà la disponibilità di servizi a banda larga fissi e mobili ad alta velocità in tutta Italia.
I consumatori e le imprese italiane avranno una migliore copertura di rete LTE, più alte velocità di download, una maggiore affidabilità di rete e servizi più avanzati.
Gli esperti inoltre sottolineano che nel medio periodo «
la scomparsa di un concorrente permetterà di ridurre la pressione sui prezzi; migliorando i conti degli operatori, dando loro più agio negli investimenti», ma sopratutto dando abbassando i prezzi ai consumatori.

La fusione trasformerà il mercato italiano accelerando la capacità di investire nei servizi e nelle innovazioni digitali permettendo all’Italia di ridurre il gap infrastrutturale con il resto dell’Europa Occidentale.

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