Secondo indiscrezioni avanzate dal quotidiano “la Repubblica” sarebbe intenzione del Governo riprendere il controllo delle grandi reti infrastrutturali a cominciare dalla fibra ottica. Indiscrezioni che sembrano trovare conferma in un…

Banda ultralarga: il governo pensa di coinvolgere Enel

Banda ultralarga: il governo pensa di coinvolgere Enel

Secondo indiscrezioni avanzate dal quotidiano “la Repubblica” sarebbe intenzione del Governo riprendere il controllo delle grandi reti infrastrutturali a cominciare dalla fibra ottica. Indiscrezioni che sembrano trovare conferma in un tweet di Mattero Renzi che dice “la Banda UltraLarga è un obiettivo strategico. Non tocca al Governo fare piani industriali. Ma porteremo il futuro presto e ovunque #lavoltabuona”.
Sembra che l’ultimo tratto della fibra ottica verrà completato da ENEL, il colosso elettrico controllato con una quota del 25% dal ministero del Tesoro, con uno stanziamento da 6,5 miliardi in cinque anni.
Entro maggio, palazzo Chigi, dovrà determinare le modalità per costruire la nuova rete ed allora si potranno conoscere nel dettaglio i piani del governo. L’azienda guidata da Starace, nelle valutazioni di Palazzo Chigi, ha le caratteristiche per diventare il candidato migliore per accelerare sulla banda di ultima generazione.
I rumors dicono dell’esistenza di un report segreto in cui l’Enel avrebbe già dato disponibilità a impegnarsi con un progetto in tempi strettissimi: tre anni per raggiungere tutta l’Italia mandando così in soffitta la vecchia infrastruttura in rame e senza reclamare un ruolo nella gestione del servizio. In una lettera all’Agcom datata 14 aprile scorso, Enel ha scritto che le proprie infrastrutture ad “elevata capillarità” potrebbero essere utilizzate per il dispiegamento di cavi in fibra con costi più bassi.
Attraverso questo progetto il Governo vuole dare una accelerata decisiva al piano della banda ultralarga ed si tratta di un primo passo concreto, quasi, per una complessiva ristrutturazione del settore delle Telecomunicazioni. Una ristrutturazione che comprenderà anche le reti per le trasmissioni radiotelevisive, a cominciare dalle antenne.
Tutto il progetto si basa sulla modifica delle recente normativa in cui si dice che il cavo della banda larga potrà essere “steso” anche sui tralicci elettrici con la cosiddetta “posa aerea”. In questo modo si possono superare tutte le difficoltà degli scavi riducendo i costi dell’operazione ma soprattutto si riesce completamente ad eliminare il digital divide in quanto verrebbero raggiunte le campagne più isolate e le zone di montagna.
Anche Franco Bassanini, presidente della Cassa depositi e prestiti, durante la trasmissione “2Next” ha confermato l’ipotesi di coinvolgere Enel nel piano del governo sulla banda larga.
A fine maggio saranno più chiari i progetti del governo.

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