L’Antitrust ha emanato delle sanzioni contro le maxi-bollette di luce e gas, e per quanto riguarda la banda ultra larga blocca i sussidi incrociati, e chiude anche 400 siti di…

Fibra ottica: no ai sussidi incrociati

Fibra ottica: no ai sussidi incrociati

L’Antitrust ha emanato delle sanzioni contro le maxi-bollette di luce e gas, e per quanto riguarda la banda ultra larga blocca i sussidi incrociati, e chiude anche 400 siti di e-commerce di prodotti contraffatti.

Sono state inflitte 504 milioni di sanzioni previste per piccole e grandi imprese, off-line e online. Queste imprese sono state accusate di aver danneggiato il consumatore con pratiche commerciali scorrette.

Sono partiti anche i lavoro per la fibra ottica del progetto di Enel Open Fiber (nato in collaborazione con Vodafone e Wind) e insieme a Telecom Italia si è detto no al sussidio incrociato. In questo contesto si mostra anche un occhio attento ai bandi delle gare pubbliche e a Internet, all’e-commerce che offre nuove opportunità ma  allo stesso tempo nuove insidie di mercato.

Per questo motivo l’Antitrust ha sanzionato 433 milioni di abusivi alla concorrenze, solo nei primi 5 mesi del 2016. Solo un anno e mezzo fa le sanzioni aggiravano intorno a 266 milioni. Niente più freni per l’Antitrust che invia sanzioni sia a operatori telefonici che alle società di energia che hanno sponsorizzato pubblicità non veritiere e dunque compromesso lo loro affidabilità con manovre illecite nei confronti dei consumatori.

Il compito principale dell’Antitrust sarà quello di vegliare sulla concorrenza delle nuove reti di comunicazione al fine di non trattare nessun vantaggio dai sussidi incrociati. Dopo la nascita del nuovo operatore Enel, con Enel Open Fiber e gli importanti investimenti da parte di Telecom Italia per la fibra ottica, l’Autorità dovrà continuare a sorvegliare la concorrenza, al fine di far produrre solamente innovazioni dal punto di vista tecnologico e non sfruttare la formula dei sussidi incrociati. Con chiaro riferimento a Enel. La Fibra ottica avrà un impatto positivo sulle infrastrutture e sulle imprese per una percentuale che oscilla dal 7 al 23%.

Sono state multate Booking ed Expedia, perchè queste grandi piattaforme stanno imponendo delle clausole di ricerca molto restrittive. Ai controlli non è sfuggita Amazon, che non garantisce la reale identità del venditore. Questo non permetteva al consumatore di poter reclamare verso qualcuno. Sono inoltre state multate anche le imprese di energia come Acea, Edison, Enel, Eni, e tante altre. E si è in attesa di adeguare le normative.

 

 

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