Durante un test di accensione alla base di Cape Canaveral è esploso un razzo, il Falcon 9, che si trovava sulla rampa di lancio. L’esplosione ha distrutto non solo la…

Distrutto il satellite di Facebook, le conseguenze

Distrutto il satellite di Facebook, le conseguenze

Durante un test di accensione alla base di Cape Canaveral è esploso un razzo, il Falcon 9, che si trovava sulla rampa di lancio. L’esplosione ha distrutto non solo la struttura del razzo ma anche il satellite per la telecomunicazione che portava al suo interno.

Le cause dell’esplosione sono da ricercarsi nell’ossigeno liquido presente nel secondo stadio del razzo, oppure nell’idrazina presente nell’area del payload. In seguito a tale esplosione è stata comunque aperta un’indagine condotta da SpaceX e dalla NASA. Le indagini presto metteranno luce su quanto accaduto alla rampa di lancio, anche se ancora non si conoscono le reali conseguenze che l’esplosione porteranno alle attività che si stavano concedendo. Per fortuna non risultano vittime, poichè, come avviene in questi casi, la rampa era stata sgomberata dagli addetti ai lavori.

La NASA ha dichiarato di non essere a conoscenza di quali saranno le ripercussioni che tale inconveniente avrà sui lanci cargo diretti alla Stazione spaziale internazionale e allo stesso tempo ricorda di come siano ancora molto problematici i lanci spaziali, come quello avvenuto a SpaceX.

Ma come dicevamo prima il razzo trasportava un satellite per la telecomunicazione, che al momento risulta essere l’unica vittima dell’esplosione del razzo. Il satellite era AMOS – 6, dell’operatore israeliano Spacecom e di proprietà di Facebook.

AMOS – 6 era stato scelto, per l’iniziativa Internet.org, da Facebook per offrire la connessione internet in alcune zone dell’Africa (nella parte subsahariana). Al momento questo è stato sostituito dalla tecnologia Aquila, un drone ad energia solare, che fornisce connessione alle zone a basso segnale. Aquila è provvisto di pannelli solari in grado di alimentare il drone (ampio quanto un boing 737) per molto tempo, prima che questo necessiti di rifornimento e allo stesso tempo, grazie all’intervento del Sole, si potranno limitare ulteriormente i costi. Aquila ha un tempo di operatività pari a 3 mesi, prima di rientrare alla base.

L’obiettivo di Facebook era quello di fornire una copertura totale anche nelle zone poco raggiunte e con scarso segnale. Con Internet.org, l’intento di Facebook era di impegnare non solo una serie di satelliti, ma anche di droni che inviano il segnale internet in zone poco raggiunte.

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