Quando si parla di disdette e reclami in ambito telefonico si inquadra sempre un aspetto delicato, che vede il consumatore coinvolto in prima persona. Ecco alcune novità degli ultimi giorni…

Boom di reclami sui servizi a pagamento: consumatori sul piede di guerra

Boom di reclami sui servizi a pagamento: consumatori sul piede di guerra

Quando si parla di disdette e reclami in ambito telefonico si inquadra sempre un aspetto delicato, che vede il consumatore coinvolto in prima persona. Ecco alcune novità degli ultimi giorni sul tema.

Disdette servizi: Tre Italia denunciata per pratiche commerciali scorrette

Il consumatore deve avere tempo sufficiente per scegliere di aderire o meno a un servizio a pagamento. La disdetta deve essere ponderata: questo il motivo per cui l’Associazione Basta Bollette ha denunciato Tre Italia per pratiche commerciali scorrette.
Qual è il casus belli? La ricezione da parte degli utenti H3G di un messaggio che ricorda che dal 24 maggio i servizi di segreteria telefonica e “Ti ho cercato” prevedranno un costo di 20 e 60 centesimi.
Il problema? L’eccessivo ritardo nell’invio del messaggio di alert che, secondo quanto riportato dall’Associazione, non lascia all’utente tempo sufficiente per decidere se disdire o meno il servizio in questione.
Basta Bollette ha quantificato anche l’impatto economico generale di questo rincaro, che potrebbe aggirarsi attorno ai 70 milioni di euro al mese, considerato la media di utilizzo di questi servizi da parte dei clienti del gruppo H3G.

Servizi a pagamento: boom di reclami

Non è Tre Italia l’unico operatore nei guai per quanto riguarda i reclami e le disdette di servizi magari mai attivati consapevolmente. Proprio qui è il centro del problema: Wind, Vodafone, H3G e Tim sono finite davanti All’Agcom in seguito a una serie di denunce raccolte dal Codacons, che ha segnalato i numerosi reclami degli utenti in seguito all’attivazione di servizi a pagamento successivamente all’interazione con banner online.
Questa situazione, frutto di accordi con diverse società di vendita di contenuti digitali, ha avuto un costo ben salato: lo scorso 21 gennaio l’Agcom ha comminato una sanzione pari a 1.750.000 a Telecom e H3G.
Più mite il trattamento riservato a Wind e Vodafone, che si sono viste infliggere una multa pari a 800.000 euro. In questo caso sotto accusa c’è una mancata informazione relativa alla preabilitazione alla ricezione di servizi in sovrapprezzo, la cui attivazione è in molti casi automatica.

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