Non è raro il caso in cui l’utente si veda addebitati dei costi aggiuntivi quando disattiva il contratto per passare ad altro operatore. Costi che non sono mai chiari quando…

Costi di disattivazione, cosa dice la legge

Costi di disattivazione, cosa dice la legge

Non è raro il caso in cui l’utente si veda addebitati dei costi aggiuntivi quando disattiva il contratto per passare ad altro operatore. Costi che non sono mai chiari quando stipuliamo un contratto con l’operatore e che ci vengono addebitati con una sottrazione dal credito disponibile.

La legge italiana è chiara in questa materia e dice che l’addebito di somme (assimilabili a penali) a seguito della disattivazione di contratti telefonici, ivi compresi quelli di telefonia mobile, è vietata.

Dal punto di vista dell’utente molto spesso tale importo è talmente irrisorio che la maggior parte degli utenti non lo contesta, eccezion fatta per alcuni casi in cui l’addebito risulta rilevante (si parla di alcune decine di euro); dal punto di vista dell’operatore, però, questo modus operandi gli permette di incassare delle somme non dovute che, sommate tra di loro, finiscono con il rappresentare incassi di rilievo.

In attesa di nuove informazioni da parte degli operatori, cerchiamo adesso di capire quale può essere il modo di operare delle società di telecomunicazione e soprattutto quali sono le disposizioni a norma di legge.

La legge autorizza l’addebito dei costi di disattivazione che gli operatori abbiano sostenuto in conseguenza della decisione dell’utente di recedere dal contratto e cambiare operatore. È proprio qui che gli operatori agiscono, nel caso di cambio di operatore, infatti i costi di disattivazione della linea coincidono con quelli di attivazione che effettua il nuovo operatore e che l’utente paga.
Ma il problema nello specifico risulta seccante quando l’utente si vede addebitare sia il costo di disattivazione, dal vecchio operatore, sia il costo dell’attivazione da parte del nuovo operatore, ed a questo punto all’utente non resta che contestare l’addebito del costo di disattivazione attraverso un reclamo scritto seguito, in caso di risposta omessa o ritenuta insufficiente, dalla procedura di conciliazione dinanzi all’Autorità garante per le comunicazioni.

A questo punto spetterà all’operatore dare prova che i costi addebitati corrispondano a quelli per procedere alla disattivazione e se tale dimostrazione non dovesse essere fornita la procedura di conciliazione si concluderà con un provvedimento, o con una sentenza, in caso di giudizio, che imporrà all’operatore di restituire la somma addebitata.

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