Risparmiare con le app. Impossibile? Assolutamente no. In Italia, anzi, si potrebbe parlare di “consumo collaborativo” che si traduce in un nuovo modello di economia alternativo al consumismo. Quest’ultimo, infatti,…

Combattere la crisi con la sharing economy

Combattere la crisi con la sharing economy

Risparmiare con le app. Impossibile? Assolutamente no. In Italia, anzi, si potrebbe parlare di “consumo collaborativo” che si traduce in un nuovo modello di economia alternativo al consumismo.

Quest’ultimo, infatti, si sta rivelando un flop. La sharing economy, infatti, è l’esatto contrario poiché si basa sullo scambio e sulla condivisione di conoscenze, beni e servizi. Tutto ciò offre il vantaggio di abbattere l’impatto ambientale e gli sprechi da parte dei consumatori, i quali ne traggono risparmio. Il veicolo principale di questo tipo di economia è internet, che è anche motore di questo tipo di economia.

Proprio alla rete, infatti, si deve la diffusione dell’economia della condivisione, dal momento che essa consente di mettere in contatto tutti coloro che hanno qualcosa da condividere con tutti quelli che, a fronte di un budget limitato, hanno la necessità di risparmiare.

La sharing economy, dunque, ha consentito la nascita e l’evoluzione di canali alternativi rispetto a quelli classici. Questi, a loro volta, presentano dei prezzi più convenienti offrendo comunque un servizio all’altezza di quello diffuso attraverso il metodo tradizionale. A questo punto sorge la domanda: “Come si fa ad accedere a questi servizi?”. Ecco la risposta.

Autostop? Meglio il car sharing

Questo tipo di economia ha stimolato la nascita e la moltiplicazione di applicazioni e siti dedicati all’argomento.

Anche le community sul tema sono in fermento. Sarà la crisi, sarà la curiosità. Fatto sta che la sharing economy sta ottenendo un seguito notevole in diversi settori dell’economia tradizionale. Il settore più gettonato è quello dei trasporti e il car sharing è il classico esempio.

Esso consiste nella condivisione di un’auto da parte di un gruppo di persone che devono, magari, recarsi al lavoro. Il risparmio in questo caso non si limite al costo del carburante ma anche alle spese di manutenzione e di parcheggio. Il fenomeno ha favorito lo sviluppo di una serie di app, più o meno famose, come Enjoy e Car2go.

Il successo è stato tale che si è esteso anche al settore dei veicoli commerciali dove è stata coniata una nuova declinazione dell’economia della condivisione: il van sharing.

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