Cambiare operatore telefonico non è mai stato così semplice. Ma per fare ciò è sempre consigliabile essere a conoscenza di tutte le regole necessarie, in modo tale da evitare eventuali…

Cambiare operatore telefonico, le regole

Cambiare operatore telefonico, le regole

Cambiare operatore telefonico non è mai stato così semplice. Ma per fare ciò è sempre consigliabile essere a conoscenza di tutte le regole necessarie, in modo tale da evitare eventuali addebitamenti penali (previsti dai diversi tipi di contratti telefonici) in caso di recesso anticipato. Niente paura, tutti i numeri sono portabili, a meno che la disattivazione non sia stata richiesta esplicitamente dall’ autorità giudiziaria.

Per questo motivo, non esistendo alcun limite alla portabilità di un numero, si può decidere in totale libertà quando poter trasferire il proprio numero ad altro operatore telefonico.

È necessario essere a conoscenza che una Sim tradizionale, di norma non ha una validità illimitata. Infatti, la sua vita media è di circa 12 mesi, dopo i quali può essere disattivata direttamente dall’ operatore. Questo avviene solo in due casi: mancata ricarica di credito o inutilizzo. Una volta disattivata la Sim, la numerazione sarà resa libera per nuove attivazioni telefoniche.

Per questo motivo è molto importante sapere che un numero, già esistente, se disattivato, può anche essere attivato di nuovo sulla rete del gestore telefonico di provenienza. In ogni caso, è sempre consigliabile rispettare, se previsto dal contratto, gli obblighi di preavviso, sia se si tratti di recesso che di portabilità del nuovo numero. Il limite massimo di tempo è di 30 giorni.

Quando si cambia gestore telefonico è importante sapere che il credito residuo maturato sulla linea telefonica precedente non andrà perso, nella maggior parte dei casi, tramite la richiesta del cliente, l’ importo sarà restituito tramite bonifico, buoni spesa, assegni, ecc., oppure trasferito sulla nuova Sim. I costi del passaggio variano da operatore a operatore.

La nuova attivazione e la recessione dal vecchio contratto sono pratiche burocratiche svolte dal nuovo operatore delegato dall’ utente (il tempo previsto non è superiore ai 30 giorni, tempo necessario per evitare di incorrere al tacito rinnovo).

Sei i tempi di attesa del passaggio superano quelli previsti, l’utente, attraverso un reclamo scritto, può richiedere un risarcimento danni al nuovo operatore telefonico. L’ indennizzo relativo oscilla – a seconda dell’operatore – tra le 2,50 e le 5 euro al giorno per il totale dei giorni lavorativi di ritardo.

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