Se il governo Renzi pensa che servano 6 milioni di euro per sanare l’annosa questione dello sviluppo della rete veloce, si sbaglia. Secondo le stime potrebbero volerci 12 miliardi di…

Banda larga in Italia, la verità dietro i numeri

Banda larga in Italia, la verità dietro i numeri

Se il governo Renzi pensa che servano 6 milioni di euro per sanare l’annosa questione dello sviluppo della rete veloce, si sbaglia. Secondo le stime potrebbero volerci 12 miliardi di euro rispetto ai 6 stanziati.

In ballo c’è l’aumento del 0,3% del pil. Inoltre, l’espansione di internet super veloce andrebbe ad incrementare anche la produzione e la diffusione di business innovativi. Le prospettive allettanti non mancano ma riuscirà la nostra classe politica a raggiungere i valori medi delle altre nazioni Ue?

L’Italia arranca in Europa

Nel confronto con gli stati europei più avanzati, l’Italia si aggiudica un triste primato: quello della rete internet più lenta di tutti. Soltanto il 21% delle case italiane è coperta da una rete internet capace di superare i 30Mbit per secondo di velocità di navigazione.

Una media decisamente lontana rispetto a quella di Gran Bretagna (82%) e Germania (75%). Il dato diventa ancora più allarmante se raffrontato alla media europea (61%). Tale divario può diventare una pesante palla al piede per l’economia italiana, visti i benefici che le reti di nuova generazione possono produrre.

Perché siamo messi male?

La situazione italiana può avere delle conseguenze negativa sull’intera struttura economica del paese. Tali rischi trovano conferma nello studio pubblicato alla fine del 2013, condotto dai ricercatori della Ericsson in collaborazione con la società di consulenza Arthur D. Little e con la Chalmers University of Technology.

La ricerca, in questione, riguarda gli effetti economici della diffusione della banda ultralarga nei maggiori Paesi industrializzati. Essa ha rivelato un’evidenza: raddoppiare la velocità media di connessione a internet può produrre una crescita del pil attorno allo 0,3%.

La strategia di Renzi

Il governo in carica, prendendo atto dei forti ritardi accumulati, ha promesso una svolta nel settore della connettività super veloce.

L’esecutivo, dunque, ha presentato un piano nazionale con due obiettivi ambiziosi: consentire a tutta la popolazione, entro il 2020, di navigare a 30Mbit al secondo e permettere ad almeno il 50% degli italiani di connettersi a una velocità pari a 100Mbit al secondo. Colmare il gap è lo scopo finale ma la strada è tutta in salita.

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