La banda larga arriverà sulle reti dei servizi primari come luce, gas e acqua. Tra le priorità del Governo c’è la diffusione della connessione internet veloce, ovvero della banda larga…

Arriva la banda larga per luce, gas e acqua

Arriva la banda larga per luce, gas e acqua

La banda larga arriverà sulle reti dei servizi primari come luce, gas e acqua.

Tra le priorità del Governo c’è la diffusione della connessione internet veloce, ovvero della banda larga in tutto il Paese, per colmare il digital divide che pregiudica lo sviluppo dei territori e dei servizi erogati tramite il web.

Il progetto governativo prevede di far passare i cavi della fibra ottica avvalendosi delle infrastrutture dei servizi primari, quali la rete elettrica, idrica e del gas, per evitare inutili investimenti in opere edili, scavi, gallerie di servizi ecc.

C’è un problema che sta in qualche misura rallentando il processo. Nonostante il dichiarato interesse di soggetti del calibro di ENEL – ex monopolista della fornitura di energia elettrica – ed IREN, che gestisce 7.500 km di rete, la diffusione della banda larga non sembra rientrare nell’ambito di intervento finanziario dell’Unione Europea.

Niente contributi per la diffusione della banda larga nei territori già serviti, come le grandi città, ma solo per colmare il digital divide delle aree non servite dalla connessione veloce. I contributi dell’Unione Europea sono infatti finalizzati a coprire almeno l’80 per cento della popolazione con la banda larga. Nelle città italiane più popolose, il servizio è già diffuso, almeno nelle aree centrali, e non sarebbe possibile avvalersi dei contributi per estendere la rete.

Il Governo sta elaborando un sistema con  voucher, una sorta di buoni che gli utilizzatori finali potranno utilizzare per avvalersi della rete a banda larga, con velocità di 100 Mbps reali, e non potenziali.

E’ di queste ore, intanto, la notizia che il decreto “comunicazioni” sarà diviso in due provvedimenti: si rende infatti necessario approfondire il tema degli incentivi con l’Unione Europea e si rischierebbe di emanare un decreto legge di fatto inefficace, in quanto i contributi europei sarebbero sbloccati dopo alcuni mesi.

Il Governo sta valutando di avvalersi di un provvedimento del Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) per sbloccare i fondi infrastrutturali ed avviare gli investimenti, rinviando ad un decreto legge dopo l’estate, che tratterebbe invece il tema dei voucher, gli incentivi ed il credito d’imposta per cittadini ed imprese.

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