Diritto di recesso, ecco cosa sapere

24 febbraio 2016 - Assistenza

Non tutti sanno come comportarsi in casi di recesso da un contratto telefonico. Tanto che sempre più spesso gli utenti si trovano costi aggiuntivi in bolletta dovuti al cambio del gestore telefonico o alla disattivazione della linea. Ma capita anche che questi costi non sia necessariamente dovuti e l’utente può abbandonare l’operatore telefonico senza alcun costo extra.

Infatti, per legge il diritto di recesso dal contratto telefonico non comporta alcuna spesa extra da parte dell’utente.

La legge in questione è la n.40/2007, che è conosciuta anche come il famoso Decreto Bersani, poi trasformato in legge. In tale riforma si accertava come i consumatori potessero recedere dal contratto o trasferire la propria utenza presso un altro operatorie senza alcun vincolo ma soprattutto senza alcuna spesa extra. Allo stesso tempo i gestori telefonici non possono imporre un obbligo di preavviso superiore ai 30 giorni.

Di conseguenza, stando a questa legge, il consumatore può decidere di recedere in qualsiasi momento e cambiare operatore quando desidera, motivo per cui gli operatori non possono addebitare alcun costo.

Ovviamente i costi di cui parla la legge sono spese giustificate dai costi dell’operazione. In bolletta saranno addebitare solo le spese legata alla disattivazione del servizio, con annessa gestione della pratica e assistenti telefonici coinvolti per la domanda di recesso. In pratica prima del decreto Bersani queste spese prendevano il nome di penali, e oggi prendono il nome di costi di disattivazione.

Gli stessi costi che troviamo in bolletta quando si decide di passare da un operatore all’altro, ma possono essere presenti anche altre spese come quelle relative al rimborso delle promozioni attive sulla propria linea telefonica. Queste somme aggiuntive presenti in bolletta oltre ai consumo sono somme che il consumatore non dovrebbe pagare, in quanto il recesso dal contratto telefonico è gratuito, secondo quanto stabilito dalla legge.

Inoltre, AgCom ha richiesto agli operatori un prospetto di costi di attivazione e di disattivazione dettagliati da pubblicare sul proprio sito internet, al fine di garantire maggiore trasparenza verso gli utenti.

Molti utenti dopo il recesso di sono visti addebitati i costi di disattivazione del servizio, e in seguito a diverse sentenze si è arrivati al punto comune che il recesso non comporta costi aggiuntivi.

 

Leggi l'articolo originale su FastADSL.it