La nuova tappa per l’Italia, in campo di tecnologia è quella di dare delle nuove regole standard per far funzionare al meglio il mercato dell’IoT (Internet of Things), e favorire…

Agcom e la delibera su “Internet delle cose”

Agcom e la delibera su “Internet delle cose”

La nuova tappa per l’Italia, in campo di tecnologia è quella di dare delle nuove regole standard per far funzionare al meglio il mercato dell’IoT (Internet of Things), e favorire così l’interesse da parte dei consumatori. L’AgCom (Autorità garante delle comunicazioni), ha recentemente pubblicato una delibera relativa alle sim, che sono in grado di dare agli oggetti una connessione internet . Tra gli oggetti interessati dal sistema dell’Internet of Things: automobili, contatori e persino termostati.

Secondo quanto dichiarato dall’Agicom non saranno necessari più di 90 giorni per concludere l’accordo, e si stanno valutando anche servizi internet delle cose, gestiti da  sim di operatori stranieri.Per quanto riguarda gli operatori italiani sono molto propensi a tali decisioni in quanto ritengono, che grazie a ciò, potrebbero gestire meglio i servizi internet in un’automobile dal marchio estero e di conseguenza dotata da una sim estera.

Se questa modifica non venisse accolta, rappresenterebbe una grande limitazione da parte degli operatori di rete nazionale. Ancora peggio per gli operatori di rete virtuale, come Poste Mobile, che per via delle clausole contrattuali non possono fornire questo tipo di servizio. Per questo motivo sono necessarie regole ad ampio raggio così da consentire agli operatori e ai clienti nazionali di competere equamente con la concorrenza europea, ma anche con Google e Apple. Come secondo punto è necessario favorire un mercato aperto che tuteli gli utenti e i loro interessi, garantendo regole standard per le diverse tecnologie.

Al momento non esistono standard specifici anche se Google e Samsung stanno già sviluppando dei sistemi operativi per l’internet delle cose e così gestire gli oggetti connessi. Mentre Apple si trova nel suo ecosistema controllato.

Una tecnologia sulla quale puntano gli operatori telefonici è la cosiddetta narrow band (a banda stretta), che vedrà la nascita dei primi dispositivi entro la fine di quest’anno. Huawei, Vodafone e Tim stanno stringendo accordi per svilupparla e garantire una maggiore diffusione della funzionalità domotica con standard comuni e sistemi operativi compatibili per prodotti diversi.

Questo dell’IoT rappresenta un mercato in continua crescita, nel quale si è registrato un aumento del 30 per cento nel 2015, pari a 2 miliardi di euro.

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