Due colossi della banda ultralarga, Fastweb e Telecom Italia, hanno raggiunto l’accordo per la diffusione della connessione ultraveloce. L’intesa favorisce il raggiungimento degli obiettivi fissati dall’Agenda Digitale Europea ed è…

Tra Fastweb e Telecom nasce l’accordo che cambierà la connessione ultraveloce:

Tra Fastweb e Telecom nasce l’accordo che cambierà la connessione ultraveloce:

Due colossi della banda ultralarga, Fastweb e Telecom Italia, hanno raggiunto l’accordo per la diffusione della connessione ultraveloce. L’intesa favorisce il raggiungimento degli obiettivi fissati dall’Agenda Digitale Europea ed è valida fino a dicembre 2016. L’accordo, inoltre, prevede la collaborazione dei vendor Alcatel Lucent e Huawei. Le novità previste saranno suddivise in due fasi.

Le fasi dell’accordo

La prima fase prevede la sperimentazione nei laboratori di Telecom Italia e Fastweb, con il testing della tecnologia Vdsl Enhanced (o E-Vdsl), che a sua volta sarà applicata all’architettura Fttc. La tecnologia Vdsl Enhanced consiste quindi nell’ aumentare le prestazioni della parte in rame (in questo caso quella del cabinet Telecom Italia ndr) al fine di permettere una connessione adeguata agli standard richiesti.
La seconda fase, invece, avrà inizio ad ottobre quando saranno implementati i collegamenti nelle città italiane selezionate per garantire velocità superiori ai 100 megabit al secondo. La sperimentazione ha l’obiettivo di ottimizzare la coesistenza degli operatori nell’utilizzo delle capacità trasmissive e verificare la qualità delle prestazioni delle nuove tecnologie anche su cabinet con un alto numero di linee ultrabroadband. L’accordo siglato dai due colossi si sposa alla perfezione con il piano del Governo per rendere più veloci le reti di banda ultralarga in Italia, che prevede l’impiego di 6 miliardi di euro.

Le aree interessate e le operazioni previste

Sono state individuate 94.000 zone di intervento. Nello specifico, in 15 grandi città (Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Catania, Venezia, Messina, Padova, Trieste) è presente il 15% dei cittadini italiani che potranno usufruire di investimenti privati che avranno interesse a offrire connessioni a 100 mbps. In 1120 comuni, dove è raccolto il 45% della popolazione, invece il mercato offrirà ai privati una remunerazione sufficiente a offrire 30 mbps. Restano poi due aree: una di 2650 comuni dove c’è bisogno di intervenire con dei contributi pubblici a fondo perduto in quanto privi di interesse economico per gli operatori, i quali non sono disposti ad offrire reti a 100 mbps. Infine, rimane ancora una zona dove è presente il 15% della popolazione italiane, che conta 4.300 comuni. In quest’area, i provider non hanno il minimo interesse ad effettuare investimenti. Dunque, l’obiettivo di rendere la rete un servizio universale richiede, anche in questo caso, l’intervento statale.

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